La lezione dei marinai

Keith Haring

L’importante è imparare a danzare. La musica non sarà sempre la stessa. Ti capiterà di scontrarti con ritmi che non conoscevi: sconnessi, discontinui, sussulti di sorpresa.

O peggio ancora, con una melodia monotona, piatta, in grado di far cadere addormentati uno ad uno i sogni. Questa è una qualità che non hanno tutti, la musica cambia all’improvviso e tu con l’anima stirata e tesa impari nuovi passi. Può essere divertente, cambiare, arrampicarsi su nuovi specchi.

Il rischio è quello di perdere la faccia, ma non in senso lato, letteralmente. I tratti del volto restano cancellati, erosi dalle onde, dagli altri, dai mutamenti che affannoso incassi, che non sai più se è un sorriso o un tic.

Se questo andare tra le onde ti consuma e non vedi la direzione, non è che non c’è. Soltanto, non hai ancora imparato come danzare sopra tutto questo, con leggerezza.

Ma se continui a danzare così senza cedere c’è un segreto, che soltanto tu sai. Quella parte di te che non cambia, che resta la stessa e ride di sé stessa danzante.

Se hai un solo punto fermo, la vertigine non ti coglie.

La lezione dei marinai che, con le reti illuminate dalla stella polare e il cuore in tempesta, vanno.

Un giorno, presto, te la racconterò…

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Copywriter, missed storyteller, almost…

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